I 5 linguaggi dell'amore
- Caterina Allegra

- 13 gen
- Tempo di lettura: 7 min

Come dimostri il tuo affetto ad un'altra persona? Ti piace fare regali? O preferisci dire le cose? O ancora, preferisci un bell'abbraccio?
Tutte e tutti noi abbiamo delle maniera specifiche con cui dimostriamo il nostro affetto. I linguaggi dell'amore sono una mappa con la quale possiamo orientarci nelle relazioni, conoscerci meglio, e riconoscere che siamo tutte e tutti diversi.
Oggigiorno si parla dei linguaggi dell'amore come di un semplice parametro di identificazione o compatibilità, come il segno zodiacale, il Meyers-Briggs o l'Enneagramma.
Di cosa si tratta? scopriamolo insieme!
Origine
Il termine "Linguaggi dell'amore" ("Love Languages") è frutto dell'ingegno del pastore battista Dr. Gary Chapman, che ha pubblicato il suo primo libro sui linguaggi dell'amore nel 1992. Ci sono tantissime controversie legate alla sua figura. Il suo libro ha delle parti interessanti, ma in genere si tratta di un libro scritto per "salvaguardare il matrimonio eterosessuale cristiano". Molti esempi che porta nel libro non hanno senso: spesso usa il concetto di linguaggi dell'amore essenzialmente per convincere le mogli a tollerare i comportamenti del marito.
Nonostante Chapman abbia usato i linguaggi dell'amore in maniera ambigua, questi continuano ad essere menzionati, e anche tanto. E se qualcosa dura così a lungo, forse qualcosa di valido c'è.
Chapman usava i linguaggi dell'amore nell'ambito delle relazioni romantiche, quindi con partner o consorti. In realtà questi linguaggi dell'amore sono spesso più "puri" nelle amicizie. Abbiamo tutte e tutti delle maniere diverse di dimostrare il nostro affetto, che sia nei confronti del nostro partner, dei nostri amici o amiche, dei nostri familiari ecc. In realtà, quello che andremo a scoprire è che i linguaggi dell'amore ci insegnano che non sempre abbiamo ragione, che siamo tutte e tutti diversi e che dobbiamo imparare a rispettare la maniera di essere delle altre persone. Una lezione di empatia, e umiltà, dunque!
I 5 linguaggi dell'amore
I 5 linguaggi dell'amore sono:
Parole di affermazione
Tempo di qualità
Fare/ricevere regali
Atti di servizio
Contatto fisico
Parole di affermazione
Molte persone esprimono il proprio affetto attraverso parole positive, che possono essere dette o scritte. Queste persone fanno spesso complimenti, elogiano, incoraggiano. Abbondano nelle affermazioni come ti amo e ti voglio bene ed esprimono verbalmente il proprio affetto. Ci sono invece persone che raramente esprimono il proprio affetto tramite le parole. Questo non significa che non provano affetto, semplicemente, le parole di affermazione non sono il loro linguaggio dell'amore. Se una persona esprime attraverso le parole il proprio affetto ad un'altra che invece non risponde, questa persona avrà dei seri dubbi (" non mi dice mai che mi ama" ecc.). Ed ecco che inizia ad essere chiaro a cosa ci può servire questo modello: non tutti esprimiamo il nostro affetto alla stessa maniera!
"Se a me piace dirti "ti amo" e tu non me lo dici mai, comincio a pensare che non mi ami...", "Che ti costa dirmi ti amo?"
QUI entra in gioco il "volere che gli altri si comportino come vogliamo noi". Conoscere i linguaggi dell'amore non deve servire a comportarsi in maniera da fare piacere a qualcuno (spesso controvoglia). Deve servire a comprendere che siamo tutti diversi.
"Tu non mi dici mai ti amo, ma riconosco che mi dimostri il tuo amore in un'altra maniera"
Tempo di qualità
Le persone che hanno come linguaggio dell'amore il "tempo di qualità" esprimono il loro affetto ritagliando dei momenti esclusivi per la persona amata. In questi momenti, la propria attenzione è dedicata esclusivamente e pienamente alla persona con cui si è. Se questo sembra essere una cosa ovvia in tutte le relazioni, per alcune persone è più importante che per altre. "Ci prendiamo un weekend tutto per noi?", "Ho bisogno della tua completa attenzione per 10 minuti". Per alcune persone invece il tempo di qualità non è così importante. Può essere piacevole sì, ma non è la maniera in cui esprimono il proprio affetto. Quello che succede è che se la tua amica o il tuo partner non ha come linguaggio dell'amore il tempo di qualità, ma tu sì, sarai sempre tu a pianificare il momenti insieme. E quando da parte dell'altra persona questo non avviene, cominci a pensare che "non ci tiene tanto a me" o "non gli/le interessa fare cose insieme...". Ma ancora una volta, forse, semplicemente, questo non è il suo linguaggio dell'amore.
Fare/ricevere regali
Nel libro originale di Chapman si parla di ricevere regali come linguaggio dell'amore. Oggi si parla di più di "regali", quindi sia farli sia riceverli. Perché in effetti chi ha questo linguaggio dell'amore ama fare doni, e ama riceverli. Hai presente quell'amica che ti porta sempre un pensierino quando torna dalle vacanze? O quell'amico che ti porta qualcosa ogni volta che ti viene a trovare? Ecco, queste persone amano fare regali. In realtà non si aspettano di riceverli, ma se glieli fai, ovviamente, lo apprezzano tantissimo, forse di più di sentirsi dire "ti voglio bene" . Cominci a riconoscere come siamo tutte e tutti diversi?
Atti di servizio
Atti di servizio non suona tanto bene. Io preferisco usare il termine "fare qualcosa per te". Queste persone dimostrano il proprio amore FACENDO le cose: ti aiutano a sistemare il giardino, ti portano la spesa a casa, ti aggiustano una maniglia rotta, ti preparano il caffè ecc. Hanno spesso la capacità di capire di cosa hai bisogno senza chiedertelo: invece della domanda "Cosa posso fare per te" loro sanno già cosa possono fare per te e lo fanno. Non solo: lo fanno SENZA aspettarsi nulla in cambio, per puro amore.
Qui c'è da distinguere fermamente il fare qualcosa per dimostrare il proprio affetto e il fare qualcosa perché è normale che si faccia, in particolare nelle relazioni stabili (con partner o in matrimoni). Il partner che pulisce la casa in cui convivete non sta facendo qualcosa per te, sta semplicemente facendo quello che gli/le spetta di fare. Le dinamiche della divisione di genere del lavoro domestico sono da considerare qui: la maggior parte del lavoro domestico, in Italia, oggi, viene portato avanti dalle donne. Se tuo marito fa il bucato, prepara il pranzo, cambia il pannolino al bebè non sta facendo qualcosa per te: sta facendo il suo dovere, ovvero collaborare nella gestione della casa. Se tuo marito ti lava la macchina, prepara la tua cena preferita (che magari a lui non piace), lucida le tue scarpe (che comunque erano pulite) prima che tu esci con le amiche, "forse" quelli sono atti di servizio. Il concetto è complicato in relazioni romantiche, mentre tra amici è molto più semplice. L'amico che viene a pulirti casa perché tu sei a letto con la febbre da 1 settimana ti sta dimostrando il suo affetto facendo qualcosa per te. L'amica che porta l'auto dal meccanico perché tu non lo fai mai (e mi sa che c'è una perdita di olio) lo sta facendo per te, e ti dimostra il suo affetto in questa maniera.
Contatto fisico
Le persone che hanno questo linguaggio dell'amore amano dimostrare il proprio affetto toccando. A molte persone piace il contatto fisico, ma chi ha questo linguaggio dell'amore ne ha proprio bisogno. Qui c'è da aprire un'altra parentesi, che provo a fare piccola: tutti hanno bisogno del contatto fisico. E' un bisogno universale dell'essere umano. Purtroppo spesso capita che il contatto fisico - fin da piccoli e poi crescendo - non sia stato consensuale, e per questo alcune persone hanno dovuto creare dei limiti e delle barriere, per proteggersi. Il dare e il ricevere contatto fisico è denso di significati e avremo modo di approfondire tutto questo in un altro articolo!
Inoltre, in una relazione romantica, non dobbiamo confondere questo linguaggio dell'amore con il desiderio di avere dei rapporti sessuali, perché lì entrano in gioco altre dinamiche. Una persona che ha il contatto fisico come linguaggio dell'amore avrà la tendenza a voler camminare mano nella mano, a voler abbracciare spesso il partner, a voler stare appiccicato al partner più possibile. Il contatto fisico è una forma per dimostrare il proprio affetto. Immaginiamo che ci siano due partner di cui uno ha questo linguaggio, e l'altro no. "Non mi abbraccia mai", "Quando mi passa accanto non mi accarezza mai", "Non mi da un bacio quando torna a casa". Questo significa che non ti ama, o semplicemente il contatto fisico non è la sua maniera di esprimere affetto?
Conclusioni
Conoscere il proprio linguaggio dell'amore è importante. Quando sappiamo che il nostro linguaggio dell'amore è "parole di affermazione", ci aspetteremo da altri "parole di affermazione". Quando invece gli altri hanno linguaggi dell'amore diversi, non li vediamo. Come puoi immaginare, questo porta a molta confusione.
Immagina una coppia in cui i linguaggi dell'amore di un partner sono: parole di affermazione e contatto fisico, mentre i linguaggi dell'amore dell'altro partner sono: atti di servizio e fare regali.
Il primo partner sarà infelice e dubiterà dell'amore del proprio partner perché non si sente mai dire "ti amo" (o non spesso quanto vorrebbe sentirlo dire, ovvero sempre), e il secondo partner non si sentirà mai apprezzato per tutte le cose che fa per l'altro. Anzi, spesso queste cose diventano scontate, e il primo partner neanche se ne accorge...
Non credo ci si debba sforzare ad usare altri linguaggi dell'amore che non ci appartengono, ma bisogna riconoscere che non siamo tutti uguali. Non aspettarci che gli altri siano come noi è la fondamentale. Non pretendere che gli altri si comportino come vogliamo noi è ovvio (ma spesso lo facciamo comunque). Iniziare a riconoscere come le altre persone ci dimostrano affetto - forse in modi a noi del tutto estranei - è un primo passo per apprezzare di più chi ci circonda. Alla fine, tutte e tutti noi vogliamo poter dimostrare il nostro amore in maniera libera e consapevole. E vogliamo sentirci amati per quello che siamo. Forse lo siamo già tanto, solo non ce ne rendiamo conto.
Foto di Janay Peters su Unsplash




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