• Caterina Allegra

Sui Chakra



All'interno del corpo umano ci sono quasi un centinaio di plessi nervosi. Un plesso nervoso è il punto di unione (il contrario dell'inizio di una ramificazione) di nervi che formano una rete nervosa. Il più noto è il plesso solare, che è un gruppo autonomo di cellule nervose dietro lo stomaco e sotto il diaframma. Alcuni scienziati chiamano il plesso solare il nostro secondo cervello. Anche altri canali possono formare dei plessi nervosi. I vasi sanguigni possono formare plessi, come il plesso coroideo nel cervello. I nadi, i canali energetici del nostro corpo, si intersecano in punti chiamati "chakra" creando dei vortici energetici. Chakra significa letteralmente ruota o cerchio.

I chakra sono dei modelli che spiegano come l'energia sottile del nostro corpo può essere concentrata in dei punti di raccolta, alla stessa maniera in cui i nervi si congiungono nei plessi nervosi. E' importante ricordare allo studioso di yoga l'importanza di non credere che i modelli utilizzati per spiegare i comportamenti osservati siano la realtà. Un modello è solo un modello; se è utile, è un buon modello.

I praticanti buddhisti di Yoga svilupparono uno dei primi modelli di chakra 1500 anni fa. Essi aiutarono a sviluppare la scuola di Tantra dello Yoga. Essendo buddisti, il loro modello poneva cinque chakra, uno per ciascuno dei Buddha di meditazione. Nella Scuola di Tantra Yoga, praticato in India dagli yogi induisti, sono stati rilevati sette plessi principali, uno per ogni piano celeste dell'esistenza (o lokahs), che vanno dalla terra al più alto dei cieli.

Le teorie sui chakra sono varie e diverse. Non c'è consenso sul numero di chakra (alcuni testi descrivono dodici o più), sulla loro posizione, sulla descrizione di ogni chakra, o anche sullo scopo o sulla funzione di ognuno di essi. Spesso i chakra sono rappresentati in diagrammi con un certo numero di petali di loto e con un colore, suono e simbolo particolare. Ma anche qui c'è una grande diversità. L'unica cosa su cui concordano i vari testi è che i chakra sono centri energetici del corpo sottile.

Chakra non è un termine che indica i plessi nervosi o le ghiandole endocrine presenti nel corpo fisico, come il plesso solare o le ovaie, anche se potrebbero risiedere fisicamente nello stesso punto. Allo stesso modo, i chakra non sono da considerarsi organi fisici del corpo. Si è molto speculato sulla vicinanza e sulle funzioni simili dei chakra e degli organi endocrini. Tuttavia, i testi di yoga non fanno affermazioni di questo tipo, ed è stato solo negli ultimi decenni che alcuni insegnanti hanno fatto questa associazione. Queste ghiandole e plessi nervosi sono sempre separati della colonna vertebrale, mentre i chakra sono generalmente descritti come ancorati alla colonna vertebrale.

E' difficile trovare una spiegazione definitiva su cosa facciano i chakra, ma è certo che sono, come abbiamo già detto, dei centri di energia sottile, i quali devono essere stimolati al fine di raggiungere una completa salute fisica e spirituale e raggiungere eventualmente l'illuminazione. Nella maggior parte delle persone i chakra sono non sviluppati o sono addirittura dormienti. L'apertura dei chakra, nelle pratiche tantriche e di Hatha yoga, è necessaria per permettere all'energia kundalini di risalire liberamente il canale energetico centrale, raggiungendo il chakra superiore; quando questo accade si raggiunge la liberazione o l'illuminazione. Nota: il risveglio del kundalini è comunque una pratica pericolosa e molte persone sono state gravemente danneggiate sia a livello mentale sia a livello fisico per aver risvegliato impropriamente l'energia kundalini prima che i loro chakra fossero aperti: non è una pratica per principianti e richiede la guida di un insegnante molto preparato. A breve un articolo sul kundalini.

Possiamo adesso vedere ciascuno dei sette chakra individualmente. I nomi dei vari chakra sono in sanscrito.

Muladhara Chakra

Ogni chakra ha una posizione (indicativa) ed funzione associata. Il chakra più basso è il muladhara, situato alla base della colonna vertebrale. Mula in sanscrito significa "radice". Essendo il chakra più basso, è associato con l'elemento terra. Joseph Campbell, nel suo libro " Transformation of Myth through Time", presenta una affascinante metafora per il muladhara chakra: il drago. Questo chakra è un drago. I draghi non fanno nulla di speciale, ma sorvegliano ciò che è prezioso. I draghi accumulano gioielli e rapiscono le belle donne, ma non hanno idea di cosa farne. Sono preoccupati solo quello che c'è. Purananda, nel testo Shat-Chakra-Nirupana, scritto nel 1577, ci dice che la meditazione su questo chakra può fare dell'uomo "un esperto in tutti i tipi di apprendimento. Egli diventa libero da ogni malattia e il suo spirito intimo si riempie di grande gioia . "

Colore: Rosso

Elemento: Terra (prithivi)

Suono: Lam

Posizione: base della spina dorsale, al coccige

Aspetti psicologici: Legato alla sopravvivenza, al diritto di esistere. Si occupa di attività legate al mondo materiale e fisico. Il muladhara governa i legami familiari, gli istinti di sopravvivenza e i sentimenti di appartenenza. I nostri primi ricordi sono conservati qui, tra cui se sono state soddisfatte le esigenze di base. Quando questo chakra è fuori equilibrio, si può diventare bisognosi, si ha una bassa autostima, o si hanno comportamenti autodistruttivi. Quando muladhara è in equilibrio, ci si sente forti e sicuri di sé; si può stare "con i piedi per terra" e prendersi cura di se stessi e degli altri.

Svadhisthana Chakra

Il prossimo chakra è chiamato il svadhisthana. Campbell amava tradurre questo come: "la sua meta preferita." Il svadhisthana è associato con l'elemento acqua, e quindi le molte funzioni corporee che sono di natura fluida vengono controllate qui. La sessualità fiorisce qui, con tutta la gioia e la sofferenza che l'accompagna. Spesso di dice che il svadhisthana sia situato nei genitali. Purananda ci dice che la meditazione su questo chakra libera un uomo "da tutti i suoi nemici, come la lussuria, l'ira, l'avidità e così via." Quando questo chakra non è sviluppato, un uomo (o una donna) è in balia degli impulsi sessuali. Campbell ci ricorda che a livello puramente fisico, il sesso è lo scopo della vita. Tutto quello che è sessuale è emozionante, ma qui sorgono anche le frustrazioni del sesso. Quando la frustrazione è alta, queste energie sessuali sono spesso sublimate in altre strade. Campbell crede che la civiltà sia il risultato di tale sublimazione.

Colore: Arancione

Elemento: Acqua (apas)

Suono: Yam

Posizione: Sotto l'ombelico, nel basso addome

Aspetti psicologici: regola i sentimenti - il diritto di provare emozioni. Collegato alle nostre capacità di percezione sentimentale e di intimità. Questo chakra rappresenta la fluidità, la creatività e la fertilità. Quando è fuori equilibrio, ci si può sentire emotivamente instabili, colpevoli, o duri con te stesso. Quando è in equilibrio, ci si sente creativi, positivi, e aperti al cambiamento: come nel fluire dell'oceano e le sue maree.

Manipura Chakra

Manipura significa la "città del gioiello splendente". Questo chakra è situato presso l'ombelico, anche se alcuni saggi affermano che si trova al plesso solare. L'energia qui è aggressiva, interessata al potere. La meditazione su questo chakra rende capace ad una persona di avere "potere di distruggere o creare (il mondo)," secondo Purananda. Campbell sottolinea che le persone che vivono ai livelli di questi primi tre chakra sono per lo più interessate alle forme più basse della coscienza religiosa. Cercano la salute, la ricchezza, la progenie. Essi non hanno alcun interesse per una maggiore realizzazione spirituale. Le loro preghiere sono richieste, o meglio patti, verso un dio che aiuti loro a realizzare i desideri di base della vita. Il vero yogi, tuttavia, cerca di purificare rapidamente questi tre chakra più bassi così energia può fluire fino al cuore.

Colore: giallo

Elemento: fuoco (agni)

Suono: Ram

Aspetti psicologici: governa la forza personale - è connesso al diritto di pensare. Si manifesta come un equilibrio di intelligenza, fiducia in se stessi e potere dell'ego. Possibilità di avere autocontrollo e umorismo. Quando il manipura è in equilibrio, ci si sente vivi e si hanno l'autostima e la fiducia di agire ed essere produttivi. Quando è bloccato, manca il coraggio, si ha bassa autostima, ci si sente stagnanti ed inerti. Lavorando su questo chakra, è possibile risvegliare il nostro vero potenziale e affrontare la paura di prendere rischi.

Anahata Chakra

Il chakra del cuore. Il nome anahata è un suono che non è prodotto da due cose che si toccano: è il suono dell'Om. Questo è il chakra della trasformazione - dell'allontanarsi dal materiale e dal sensuale per entrare nel mondo spirituale. Purananda ci dice che colui che medita qui "è saggio e pieno di nobili azioni. I suoi sensi sono completamente sotto controllo." Una volta che tutti e sei i chakra sono aperti e funzionanti, e Shakti ha raggiunto Shiva al settimo chakra, lo yogi che vuole tornare alla vita risiedendo nel corpo, ritorna e dimora nel cuore. Il cuore è il punto di equilibrio tra il primo e il settimo, il secondo e il sesto e il terzo e il quinto chakra.

Colore: Verde

Elemento: aria (vata)

Suono: Yam

Aspetti psicologici: governa le relazioni, è connesso al diritto di amare. Si manifesta nell'amore, nel perdono, nella compassione. Nella capacità di avere auto-controllo e di accettare se stessi. Quando il chakra del cuore è bloccato, si diventa possessivi e co-dipendenti, e si formano relazioni disfunzionali. Si può anche rimanere isolati per paura del rifiuto. Quando si stimola il chakra anahata, si può guarire le ferite del passato riaprendo il cuore, imparando ad amare incondizionatamente, e formando relazioni sane.

Visuddha Chakra

Visuddha significa puro. Ciò che è puro non è esattamente chiaro dalla lettura dei testi; vengono offerti vari suggerimenti. Ma a quanto pare, se dobbiamo chiederci cosa è puro, allora è semplicemente perché non lo sappiamo ancora... Questo chakra è situato alla gola ed è associato con l'elemento akasha, lo spazio o etere, il più sottile dei cinque elementi. Esso è anche associato alla capacità di ascolto. Richard Freeman, nel suo libro audio Matrix Yoga, spiega che, quando ascoltiamo, creiamo spazio. Le due cose sono intimamente connesse. Per Freeman, lo yoga inizia con l'ascolto, con la creazione di uno spazio. Purananda ci dice che questo chakra è la porta per diventare "un grande saggio, sapiente ed eloquente, (che) gode di una pace ininterrotta della mente."

Elemento: etere (akasha)

Colore: Blu / Azzurro

Suono: Ham

Aspetti psicologici: governa le relazioni, è connesso al diritto di parlare, ad imparare ad esprimere se stessi e le proprie credenze in una espressione veritiera. Regola la capacità di fidarsi degli altri e di se stessi, la fedeltà. Regola anche le capacità organizzative. Quando questo chakra è bloccato, ci si sente incapaci di trovare la propria voce o la propria verità. Si può anche essere troppo loquace e non saper ascoltare gli altri. Quando questo chakra è aperto e stimolato, la nostra voce si muove attraverso lo spazio per aiutarci a comunicare le nostre emozioni in modo sano. Si diventa anche migliori ascoltatori e dà la capacità di onorare le altrui verità personali senza giudicare.

Ajna Chakra

Ajna può significare "comando, potere, o autorità". Questo è il più alto chakra ancora parte del nostro corpo. Si trova tra le sopracciglia, una posizione spesso definita come il terzo occhio. Le donne indiane comunemente portano un puntino qui chiamato "bindu/bindi". Georg Feuerstein sostiene che questo è il sito di organi di chiaroveggenza e di altri poteri paranormali.

La mente sottile, conosciuta come manas, risiede qui, secondo Purananda. Dice anche che la meditazione su questo chakra permette a coloro realizzati nello yoga di diventare "onnisciente e capace di vedere tutto. Egli diventa il benefattore di tutti ... vive a lungo ... il creatore, distruttore e conservatore dei tre mondi".

Elemento: luce

Colore: Indaco

Suono: OM

Aspetti psicologici: Regola l'intuizione, è connesso al diritto di "vedere". Permette di fidarsi di una intuizione o intuizioni, di sviluppare le proprie capacità psichiche, di realizzare il Sé. Questo chakra è associato alla nostra intuizione o sesto senso, e governa il funzionamente degli altri chakra. Quando funziona bene, si intuiscono le cose, e ci si fida della propria saggezza interiore per affrontare le sfide e le scelte della vita. Quando è bloccato, si sente chiusi mentalmente, troppo attaccati alla logica, diffidenti e cinici. Lavorare sul sesto chakra apre la mente al quadro più ampio di prospettive diverse, e aiuta si riceve la saggezza che non può essere visto o percepita dai sensi ordinari.

Sahasrara Chakra

Questo è il più alto dei chakra. Sahasrara significa mille petali di loto, il simbolo di questo chakra. Il chakra si trova appena sopra la parte superiore della testa. Campbell riporta che tra il sesto e il settimo chakra, l'anima vede Dio. Qui al settimo chakra, l'anima si fonde con Dio, Shakti e Shiva si uniscono, e il saggio è liberato. Per i yogi non ancora illuminati, il sahasrara è responsabile per le funzioni mentali superiori al manas (mente inferiore). Il discernimento qui può manifestarsi come un'esperienza mistica o come un'illuminazione uniforme. Lasciamo l'ultima parola sul chakra finale Purananda. "Quello più eccelso tra gli uomini che ha controllato la sua mente ... non rinasce ... e non c'è nulla nei tre mondi che lo leghi. Egli possiede il potere assoluto di fare tutto quello che vuole e di evitare tutto ciò che è contrario alla sua volontà. Egli si muove sempre verso (Dio) ..."

Elemento: Energia Cosmica

Colore: Viola o Bianco

Suono: OM

Aspetti psicologici: legato alla consapevolezza, alla dedizione verso la coscienza divina e capacità di fiducia nei confronti dell'universo. E' il portale della spiritualità e la nostra connessione con il concetto di "Dio" o di una intelligenza superiore. Ci permette di integrare la nostra coscienza e il subconscio nella supercoscienza. Il chakra della corona si collega alla bellezza stessa e al regno spirituale. Ci aiuta a capire chi siamo oltreil nostro essere fisico: ci permette di capire che siamo esseri spirituali che stanno vivendo un'esperienza umana. Questo chakra non si trova nel corpo ma si libra sopra la sommità della testa. Quando è chiuso, si pensa che felicità possa venire solo dall'esterno, e si soffre. Lavorare su questo chakra aiuta a sentirsi liberi in qualsiasi situazione.

I chakra e lo Yoga

La pratica dello yoga permette la graduale pulizia e apertura di ogni chakra. Una volta che questi vortici energetici sono aperti, il flusso di kundalini (o energia shakti), può risalire il canale centrale (sushumna nadi, vedi qui per una spiegazione su questi canali) e la coscienza si fonde con Dio. Si pensa spesso che questi chakra debbano essere aperti in sequenza, cominciando con il più basso e continuando verso l'alto. Questo effettivamente non è indicato in nessuno degli antichi testi yogici. Molte persone possono avere uno o due chakra già aperti, ma hanno quelli più bassi bloccati.

Attraverso le sue visioni chiaroveggenti, Dr. Motoyama, uno scienziato e parapsicologo giapponese che ha creato il suo sistema filosofico sulla base delle sue esperienze meditative, riferisce che i chakra sono più come dei coni che come delle ruote, con la radice del cono nella colonna vertebrale e l'estremità aperta del cono sulla superficie anteriore del corpo. Nell'esperienza del Dr. Motoyama, i chakra devono essere aperti in una sequenza specifica, ma non partendo dal muladhara. Egli raccomanda vivamente di iniziare con il ajna, e dice: "... se il ajna si risveglia in primo luogo, le forze karmiche potenti e potenzialmente pericolose nascoste nei chakra inferiori possono essere controllate in modo sicuro." Dopo il risveglio del ajna, lo yogi può passare all'apertura del muladhara e poi del svadhisthana.

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