• Caterina Allegra

Emozioni e soluzioni nella quarantena





Scrivo questo articolo in giorni particolari: a causa del COVID-19, ci ritroviamo a vivere momenti senza precedenti, e probabilmente ad affrontare emozioni difficili da gestire.


Da più di una settimana, ho consapevolmente scelto di non leggere più le notizie che ci vengono propinate dalla stampa, sempre in cerca di sensazionalismi dannosi e spesso senza alcun fondamento razionale e scientifico.


Sono però in contatto con molte persone, via telefono e tramite i vari social.  E so quello che molte persone stanno vivendo.

...Le persone che vivono da sole, angosciate spesso da una solitudine forzata.

...Le coppie che sono sul punto di scoppiare.

...Le famiglie in crisi per dover condividere spazi limitati. In cui:

Le mamme: su cui ricade il peso di mantenere una famiglia, lavorare spesso da casa, cucinare, lavare, e far fare i compiti. Mamme che non si prendono neanche mezz'ora di tempo per loro, perché noi donne non possiamo, non ce lo meritiamo. E' così da sempre e basta.

I papà: anche loro privati delle loro libertà, accusati di non collaborare, di non aiutare, di non fare abbastanza, di intralciare. 

I figli, privati di movimento all'aria aperta, di movimento in casa, che devono studiare ma senza i loro insegnanti. Privati del rapporto con i coetanei. I figli grandi che si richiudono nel loro mondo virtuale dei giochi online, o dei social. E vengono considerati svogliati, non attenti, pigri, quando in realtà stanno soffrendo perché sono soggetti ad un sistema scolastico che non li supporta, non posso esprimersi come vorrebbero e devono sottostare genitori stressati. I bambini e i ragazzi sono probabilmente quelli che stanno soffrendo di più in tutto questo. 

...E poi i lavoratori, che vorrebbero stare a casa ma non possono perché altrimenti perdono il lavoro. Gli operatori sanitari, i medici, che vivono in condizioni di stress elevatissime, sull'orlo del collasso; e poi i senzatetto, i rifugiati, tutti quelli che non hanno una dimora nella quale isolarsi. C'è moltissima sofferenza nel mondo in questo periodo.  E nessuna sofferenza deve essere sminuita. Siamo fortunati ad avere un tetto sulla testa, ma la nostra paura, angoscia, sconforto, ansia e la sofferenza che tutto questo provoca non è irrilevante. Non basta riflettere e coltivare gratitudine per quello che abbiamo, perché le emozioni che ci fanno stare male sono sempre lì, non possiamo far finta che non esistono. Volevo dunque condividere con voi alcune riflessioni su delle emozioni e degli stati d'animo ricorrenti in questo periodo:

Angoscia, paura, ansia, sconforto (e simili) Sono emozioni causate dal non-sapere. Dal non avere controllo sulla situazione.  Dal dover affrontare l'incertezza delle cose. Dal veder sgretolare le proprie certezze. Quell'impermanenza di cui tanto parliamo nello yoga, eccola, è qui per noi adesso. Come non c'è mai stata finora, nella nostra vita. Il rimedio? Intanto ammettere la presenza di queste emozioni in noi. Non escluderle, non minimizzarle, non ignorarle. Questo non serve a nulla, anzi fa aumentare la loro forza. Sembra un paradosso, ma più accettiamo la paura, meno questa avrà potere su di noi. Anzi, incredibilmente, più accogliamo la paura, la rendiamo nostra, le diamo spazio, più questa si ammorbidisce, si attenua, infine si dissolve e si trasforma in saggezza.  Ma come si fa?  Ci si ferma, e ci si ascolta. Si torna al momento presente, al proprio corpo, al proprio respiro. Non bisogna focalizzarsi troppo sulla emozione che ci angoscia perché altrimenti quella prende tutta la nostra attenzione, e ci distoglie dal momento presente, da tutto quell'altro che c'è.

Rabbia/depressione Sicuramente ben presente in alcuni di noi, la rabbia è una emozione più che legittima in questo periodo! E così anche il suo opposto, la depressione (rabbia repressa in profondità). Può scaturire dal percepire le ingiustizie e dai fallimenti del sistema, dal sentirci privati delle nostre libertà ecc. E si accende in particolar modo in primavera!  La rabbia è una emozione preziosa.  E' importante non esprimerla, soprattutto su chi conviviamo, sbraitando contro di loro la nostra rabbia; o sui capri espiatori "classici" (=immigrati), condividendo post razzisti e iper-nazionalisti.  Ed è ugualmente importante non reprimerla, come ci hanno insegnato a fare fin da piccoli ("Arrabbiarsi non serve a nulla") o come pensiamo dovrebbero fare i veri praticanti di yoga (!), perché altrimenti diventa aggressione passiva. Il rimedio? Come sopra: ascoltarsi. E' importante non perdersi nella storia, nel motivo che ci ha fatto arrabbiare, ma provare a sentire l'energia pura che si muove dentro di noi. Sentire. Sentire la rabbia che monta, che scorre nelle vene, che fa battere il cuore un po' più veloce, che ci fa stringere la mascella, che ci fa respirare più velocemente e meno in profondità. E sì, anche con lei, darle spazio! Accettarla. Osservarla mentre si muove ed infuria nel nostro corpo. La rabbia è un'energia potente. La rabbia ci fa capire chi siamo, ci rende più presenti fisicamente. Risveglia la nostra dignità. Quando impariamo ad ascoltarla e non reagiamo immediatamente, la rabbia ci fa capire cosa ci interessa davvero, cosa è importante per noi. "No, questo non mi piace, non voglio questo". Poter godere di questo senso di determinazione richiede un po' di coraggio.

Speranza "Andrà tutto bene". Cosa, come, quando? Vivere nella speranza non aiuta. Certo che andrà tutto bene, ma noi viviamo nell'adesso, e adesso non va come vogliamo. Cosa speriamo realmente? Di tornare alla "normalità"? Apriamo gli occhi e riflettiamo quello che vorremmo nella nostra vita adesso, e lavoriamo adesso sulla nostra visione, sulle qualità che vogliamo vedere sbocciare in noi e negli altri in quel futuro di cui non sappiamo nulla. Di cui non sappiamo nulla, ma nel quale sapremo come vogliamo vivere, cosa vogliamo valorizzare e cosa vogliamo non dover più vedere. Il futuro si costruisce nel presente, e si costruisce prima di tutto in di noi. 

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" - Mahatma Gandhi

Senso di oppressione/frustrazione Causato ad esempio dal non sentirsi liberi.  E' utile ricordare, in questi casi, che la libertà è una condizione del cuore. Il nostro cuore è libero, indipendentemente dalla situazione fisica o mentale in cui siamo costretti.

Qual è il punto di discutere con la vita così com'è? Qualche volta dobbiamo smettere di provare a cambiare il momento, perché il momento possa cambiare da sé... " - Jeff Foster

Tristezza, lutto, cordoglio, afflizione, dispiacere La sofferenza altrui, le notizie sconcertanti di quello che avviene in certi paesi al Nord Italia, o altrove, ci stringono il cuore e ci fanno cadere nella disperazione più cupa. Soprattutto le persone particolarmente sensibili alle sofferenze altrui, possono cadere in stati di afflizione dai quali è difficile uscire. E una delle soluzioni più adottate è quella di chiudere il cuore. Per non soffrire, per non farsi del male. Ma chiudendo il cuore, ci chiudiamo anche alla saggezza del cuore. Queste emozioni spesso confuse con la compassione, e causate dalla compassione se questa non è sostenuta dalla equanimità.  La compassione è una forte qualità del cuore. E' la capacità di prendersi cura degli altri. E' la volontà del cuore di muoversi verso il dolore e la sofferenza. E' il cuore che si apre alla verità della sofferenza e capisce come è necessario adesso. E' una qualità ricettiva, ma se non è coadiuvata dalla equanimità c'è il rischio di immedesimarsi troppo nella sofferenza altrui, e cadiamo nelle emozioni descritte su. L'equanimità ci da la saggezza della prospettiva. Riconosce che le cose nel mondo prendono il loro corso e noi dobbiamo scegliere come rispondere.  L'altro lato della compassione è dunque la prontezza nell'aiutare. Ma come possiamo aiutare se dobbiamo rimanere a casa?  Anche da casa, possiamo offrire qualcosa a chi soffre. Ascolto, come prima cosa. Possiamo chiamare una persona che sta soffrendo e offrire il nostro supporto: "Cosa posso fare per te?". Quando ci attiviamo per aiutare qualcuno, questo porta del piacere alla mente perché ci stiamo connettendo alla possibilità di fare qualcosa per lenire la sofferenza altrui, per aiutare gli altri.  "Possiamo essere distanti fisicamente, ma tra i cuori non c'è distanza" - Oren Jay Sofer

Euforia Sembra strano aggiungere questa emozione qui, ma anche l'euforia, il provare ottimismo ed ilarità, non è assente in alcune persone. Spesso causata da un sentirsi speciali perché eletti a vivere un qualcosa di grande, che sta avvenendo nel mondo intero, e il ritenersi causa di una trasformazione epocale e cosmica della consapevolezza ecc.  Anche questa è un emozione, e come tutte viene e va. Probabilmente non è una emozione che fa star male, purché non faccia stare male od offenda chi sta soffrendo profondamente, e non ci ponga su un piedistallo del "io so e tu ignorante non puoi capire".

Un vizio comune nelle persone che si ritengono spiritualmente elevate rispetto alla massa.


Confusione Il marasma delle emozioni che stiamo vivendo, le incertezze, lo sconvolgimento delle nostre abitudini può lasciarci sconcertati, come se la nostra vita non avesse più uno scopo. Le troppe notizie, le troppe informazioni allarmistiche e ossessive non possono darci un appiglio, anche se spesso cerchiamo proprio lì, nel posto meno adatto, la stabilità e la sicurezza necessarie per navigare questa situazione incerta.  Rivolgendo l'attenzione verso l'interno, e non facendoci trasportare via da troppa informazione confusionaria, possiamo trovare la quiete. Il caos è l'inizio dell'ordine.  “Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante” – Friedrich Nietzsche.

Tedio, indifferenza, rinuncia, rassegnazione  Per quanto non sinonimi, sono stati d'animo energeticamente simili. E' come se si fosse scaricata la batteria, e non abbiamo più voglia di fare nulla. Non abbiamo un motivo per alzarci dal letto, non abbiamo la forza di impegnarci in qualcosa. Abbiamo perso le speranze, la gioia di vivere. Non ci interessano le notizie, gli amici, il cibo.  E' uno stato energetico molto basso, e non è facile tornare a galla. Per poter ripristinare il senso di vitalità in questi casi è fondamentale fare esercizio fisico e curare la alimentazione, come spiegherò nel prossimo paragrafo.

Soluzioni Come avrete forse notato, non ho menzionato una sola volta le parole "positivo" e "negativo". Perché a mio parere non esistono emozioni o stati d'animo o situazioni o energie o qualsiasi cosa che possa essere positiva o negativa. Se positivo è ciò che ci da piacere o gioia, e negativo ciò che ci procura dispiacere o sofferenza, allora partiamo già con il piede sbagliato: come ci insegna il Budda, la sofferenza è causata dalla bramosia verso ciò che desideriamo (e che non abbiamo) o dalla avversione verso ciò che non vogliamo (detto in parole semplici). Già l'etichettare una emozione come negativa o positiva la richiude in un box dal quale difficilmente potrà uscire, e nel suo tentativo di liberarsi, di uscire, creerà ancora più scompiglio e caos. Come una pentola a pressione che scoppia.  Perché non esiste una emozione negativa o positiva. Tutte le emozioni sono energia, e l'energia ha bisogno di muoversi. Nel nostro tentativo di sopprimere queste emozioni/energie, esse si intensificheranno, fino ad esplodere. 

Come ho già scritto, esprimere le emozioni però non è neanche una soluzione: non è il momento di rompere piatti e bicchieri o litigare con i coinquilini. Piangere sì, può aiutare, ma c'è un'altra soluzione: imparare ad osservare il processo senza un enorme dispendio energetico, anzi, trasformando e canalizzando l'energia di queste emozioni in qualità che possono essere utili a noi e a chi ci circonda.

Ecco delle possibili soluzioni e idee per l'azione: 1) Esercizio. Muovere il corpo.  Punto fondamentale che non posso sottolineare a sufficienza.  L'esercizio fisico ci aiuta a mantenere uno stato vitale elevato, solleva lo spirito, aumenta l'energia e il senso di vitalità nel corpo. Aiuta a creare energia lì dove è carente e a farla circolare lì dove è stagnante. Aiuta in qualsiasi delle emozioni descritte sopra.  Lo yoga è una delle soluzioni migliori per questo periodo, ma se lo yoga non fa per noi (o non ci va di praticarlo seguendo dei video), non illudiamoci di non poter fare esercizio fisico dentro casa. I social pullulano di idee divertenti e creative su come usare divani, scale e sedie sulle quali saltare, bottiglie d'acqua da usare come pesi e manici di scopa per esercizi per le spalle. Anche solo 10 min di movimento può cambiare il nostro stato d'animo.  Quindi, mamme sull'orlo di una crisi di nervi: chiudetevi in camera, in bagno, in balcone e saltate, ballate, fate flessioni o quello che vai pare per almeno 10 min al giorno. Non succederà nulla se vi assentate un po', per ritornare col fiatone e il sorriso sulle labbra. Anzi, molti figli ne saranno solo felici! 2) Alimentazione Mangiare poco e bene è un altro passo fondamentale per mantenere il nostro stato di salute, fisica e mentale. Idealmente, ora con non mai, si dovrebbe seguire una dieta adatta al proprio dosha. Ed in generale mangiare prodotti freschi e di stagione.

E la alimentazione non riguarda solo il cibo... Quello di cui ci alimentiamo mentalmente ed energeticamente è allo stesso modo fondamentale. Se non vogliamo stressarci, evitiamo di cercare nutrimento mentale in notizie opprimenti (vedi punto 8 sotto) o in conversazioni degeneranti.

3) Meditazione Ideale dopo una pratica fisica, ma se la meditazione formale (stare seduti immobili su un cuscino di meditazione per tot minuti) vi è impossibile (penso alle mamme con neonati), trovate dei momenti di quiete, di pace, di silenzio, in cui potete chiudere gli occhi, osservare il respiro, connettervi al corpo, sentirne la massa, la presenza. 4) Rallentare Fare tutto con più calma. Fare in modo che ogni azione sia consapevole, lenta, precisa, amorevole. Diventa così una meditazione il lavare i piatti, lo stendere i vestiti, il muoversi da una stanza all'altra. Il vostro sistema nervoso ne gioverà enormemente. 5) Prendere consapevolezza del proprio ciclo mestruale Per le donne in età fertile, sapere quando è il momento di dedicare tutte le nostre energie al mondo che ci circonda e quando è meglio riposare ci aiuta a non sprecare le nostre risorse energetiche e cadere nel baratro dell'esaurimento. Generalmente, la preovulazione e la ovulazione sono in momenti in cui possiamo espanderci verso il mondo; in periodo premestruale è ottimo portare a termine i progetti iniziati (aiutati dal critico interiore); mentre durante il sanguinamento è fondamentale rallentare e non spingere troppo.

6) Pranayama Per chi conosce gli esercizi di respirazione dello yoga, questi sono una maniera sicura ed immediata per cambiare il proprio stato d'animo e rivitalizzare corpo e mente 7) Comunicazione consapevole Questione di vita o di morte in certi casi! Adesso che siamo obbligati a condividere gli spazi con gli altri, ci vuole poco a sbottare e a creare una lite.  Come consiglia Oren Jay Sofer: "Ecco alcuni altri suggerimenti per i momenti di tensione: - Conosci le tue risposte abituali in modo da poterle riconoscere più rapidamente - Concediti un momento per mettere in pausa e riconnetterti - Prova a indovinare ciò che conta per l'altra persona in modo che possa sentirsi ascoltata - Prima di parlare, controlla se sei nel giusto stato d'animo per la conversazione - Prenditi del tempo per apprezzare le cose buone, tue e della persona che hai davanti" 8) Meno social, meno notizie, meno telegiornali Bastano 10 minuti al giorno. Filtrate le notizie consapevolmente, evitate le testate e gli articoli che usano toni accesi, allarmanti e provocatori. Siamo consapevoli del fatto che i social sono studiati per attirare la nostra attenzione, e in questo momento più che mai dobbiamo salvaguardare il nostro sistema nervoso. 



Conclusioni


E' il momento di ascoltare il cuore: è la nostra occasione.

Di aprire gli occhi per vedere, finalmente, ciò che è nascosto nel nostro essere più profondo... A volte quello che vediamo non ci piace, ma è lì, e aspetta solo di essere accolto a braccia aperte, a cuore aperto. "Ci vuole coraggio per restare, ma il restare è ciò che cura" (Jeff Foster). Solo attraverso questa profonda accettazione di noi stessi possiamo aprirci all'esistenza così com'è. Senza filtri, senza illusioni. E solo così scopriamo la nostra connessione con tutti gli esseri di questo pianeta, con il cosmo intero. Perché noi diventiamo il cosmo, e riscopriamo che non c'è nessuna differenza tra me e te.

Tutto è uno, immerso in amore infinito.



Lokah samastah sukhino bhavantu

(Che tutti gli esseri siano felici)




(Photo di Jeremy Bishop from Unsplash)




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