• Caterina Allegra

Cos'è la meditazione e come si pratica



Questo articolo è un breve introduzione per spiegare, in termini semplici, cos'è la meditazione e come si pratica.

Essenzialmente ci sono 2 metodi di meditazione:

1) una meditazione con un oggetto su cui concentrarsi: questo può essere il respiro, la ripetizione di un suono (mantra), la luce di una candela, una immagine fisica o mentale. Possiamo chiamarla anche contemplazione o concentrazione. E' lo stile di meditazione più diffuso e anche il più facile da "eseguire": la mente si concentra su qualcosa ed eventualmente si calma. Spesso dopo questo tipo di meditazione ci si sente rilassati ed in pace e possiamo dire che da risultati "veloci" perché è relativamente facile concentrare la mente su un oggetto e quindi far calmare il sistema nervoso.

NB: alcune persone si rilassano a stirare o a lavare i piatti: la concentrazione necessaria a seguire dei movimenti ripetitivi porta ad uno stato meditativo che non ha nulla da invidiare alla meditazione formale.

Se si è nuovi alla meditazione, è consigliabile iniziare con questo tipo di meditazione per calmare il corpo e la mente ed abituarsi alla postura meditativa.

Questo tipo di meditazione, però, a lungo termine non ci permette di conoscere a fondo la nostra mente: se siamo sempre concentrati su qualcosa, la mente e il corpo si calmano, è vero, ma nella vita quotidiana non possiamo essere sempre in questo stato meditativo. Nella vita di tutti i giorni siamo continuamente inondati da sensazioni esterne che la mente e il corpo traducono in emozioni: cercare di domare la mente in questi casi diventa difficile; il più delle volte, impossibile.

2) una meditazione in cui NON ci si concentra su qualcosa ma si osserva senza giudicare tutto quello che avviene, a livello mentale e fisico.

Una volta che ci si siede per meditare, dunque, si ricerca l'immobilità rilassata della postura e, semplicemente, si osserva: la mente che vaga di qua e di là, il respiro sempre presente, le sensazioni fisiche del corpo (che vuole di certo farci distrarre muovendosi!), le emozioni che vanno e vengono. I ricordi e i piani futuri (ancora la mente che lavora).

Non si prova a domare la mente: piuttosto, la si lascia libera di spaziare.

Senza creare aspettative, senza porsi degli obiettivi, vivendo pienamente il momento presente in tutte le sue infinite sfaccettature, piacevoli o spiacevoli, interessanti o noiose.

Il nostro corpo è un universo che rispecchia il mondo esterno: in ogni momento qualcosa cambia, e quando riusciamo, durante questo tipo di meditazione, ad osservare i cambiamenti senza farci influenzare, senza sopprimere né reagire, questo è un esercizio che possiamo portare in ogni momento della nostra vita quotidiana.

E ci rendiamo conto, ad un certo punto, che c'è un qualcosa che osserva tutto questo, che non è la mente e non è il corpo... e questo qualcosa è immutabile, è perfetto, è eterno. E' la nostra vera essenza, ed è uguale in tutti gli esseri viventi! Non è un'esperienza razionale: è un qualcosa di più viscerale.

Questo tipo di meditazione (che insegno e pratico) ci aiuta a vivere pienamente il momento presente, in ogni sua espressione, ed eventualmente ci fa capire che tutto è perfetto, anche la nostra imperfezione, anche la nostra scontentezza...

Come si pratica?

Niente di più semplice. Basta ritagliarsi 5 minuti, per iniziare.

In questi 5 minuti bisogna essere sicuri di non avere distrazioni: telefoni e citofoni spenti, gatti e bimbi fuori, finestre/porte chiuse.

Si prende una sedia comoda (piedi poggiati a terra e schiena ben dritta) o un cuscino su cui sedersi a terra (schiena appoggiata al muro va bene!). La schiena dritta aiuta a respirare bene e alla lunga è la postura più comoda per la meditazione. La meditazione da sdraiati si può fare, ma c'è il rischio di addormentarsi...

Idealmente non ci sono luci troppo intense nella stanza dove meditiamo: luce soffusa o penombra sono consigliati, anche perché questo diminuisce la probabilità di avere mosche che ci ronzano intorno, quando è periodo...

Attenzione: basta uno spazio minimo, non crediamo di dover avere una sala di meditazione per praticare! (Io pratico in un minuscolo angolino sul pavimento della mia camera da letto, l'unico che riesco a tenere ordinato in casa...).

Ci si siede, si punta una sveglia per 5 minuti dopo, si chiudono gli occhi (per evitare stimoli sensoriali visivi) e si prova seriamente a stare immobili, mantenendo un respiro spontaneo e naturale, braccia e mani rilassate in qualsiasi posizione ci venga comoda.

Se si è nuovi alla meditazione, si può iniziare ad osservare il respiro (che è un comodo oggetto di concentrazione in quanto è sempre presente), osservando il movimento dell'addome o il tocco del respiro nelle narici. In maniera del tutto spontanea la mente inizierà a farci distrarre. Quindi sorgeranno pensieri che non hanno nulla a che vedere col momento presente. Oppure inizieranno dolorini o fastidi in certe parti del corpo. Niente di male in tutto questo! Torniamo al respiro, e rilassiamoci. La frustrazione di non riuscire a calmare la mente è parte del tutto, ma facciamoci influenzare da questa nostra idea di "meditazione perfetta", non diventiamo dei dittatori verso noi stessi!

Non si ottiene nulla con la forza, e più ci sforzeremo e ci arrabbieremo perché la mente non si calma, più questa farà di tutto per farci distrarre. Dopo tutto, questo è il suo lavoro: farci notare quello che ci manca, quello che non c'è.

Capiterà, in quei 5 minuti, di avere dei brevi secondi (attimi) in cui ci rendiamo conto di quello che la mente combina, di come ci svia dal momento presente... Saremo di certo sconvolti per come la mente vaga da un pensiero all'altro, e per quanto poco siamo presenti a noi stessi. Beh, quando ci accorgiamo di questo, già ci siamo: stiamo meditando! siamo stati in grado di osservare la mente con un "occhio esterno".

Si può iniziare con 5 minuti al giorno, e poi passare a 10 min al giorno. E si può continuare fino ad 1 ora al giorno, o rimanere con 10 min al giorno, che va più che bene, anche perché tanti di noi semplicemente non possono dedicare alla meditazione più di tanto.

Più frequenti sono questi momenti di "chiarezza" e di "lucidità" in cui vediamo le cose come realmente sono (ovvero che noi non siamo la nostra mente né il nostro corpo), più capacità avremo di portare la pratica nella vita quotidiana.

Inutile porsi obiettivi però, o rimanere delusi se alcuni giorni abbiamo delle meditazioni "migliori" rispetto ad altri giorni! Non esiste una "buona" meditazione! La pratica di sedersi a meditare non ha obiettivi: anzi, meno ci si sente in vena di meditare, più avremo l'opportunità di scoprire come funziona la mente se proprio in quei momenti "no" ci sediamo a meditare.

Spero questo vi aiuti e vi invogli a provare. Non esitate: i benefici sono immensi e incomparabili :)

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#meditazione #mindfulnessmeditation

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